Mundo Paral-lel

Ritrovo: Plaza de la Bella Dorita ingresso teatro “El Molino” (Barcellona, Spagna)

Contributo a persona: € 12,00 Prenota ora!

Info e prenotazioni: vitruviobcn@gmail.com 

Percorso in italiano: Prenotazione obbligatoria, posti limitati

“El Paralelo” è una strada di Barcellona che parte dalla Plaza España e giunge al porto, dove oggi, come ieri, attraccano navi provenienti da tanti e diversissimi Paesi.

Storicamente, il Parallelo è una frontiera. Un territorio di trapasso, margine tra l’urbe diurna, laboriosa e produttrice, e la Barcellona notturna: ballerina, zingara, spettacolare, canaglia, travestita, irriverente, viziosa, enigmatica, seduttrice e, diciamolo pure, puttana. 

Al MolinoQuesto mondo, “parallelo” alla città industriosa e commerciale, visse i suoi anni dorati fra i primi del novecento e la fine degli anni settanta. Poco rimane oggi di quello che era stato considerato la Broadway catalana. 

Fortunatamente, Onorina Pirazzoli ha vissuto quegli anni con grande intensità, tanto che ci accompagna, oggi, alla riscoperta di questo sorprendente “mondo parallelo”.
Il Parallelo è una frontiera in molti sensi. A inizio ‘800 segnava il confine fra la città di Barcellona e il mondo selvatico alle falde di Montjuic, in seguito segnò il limite fra la città “ufficiale” e l’improvvisato, anarchico quartiere del Poble Sec. Ai primi del ‘900 diventò il limite da oltrepassare per fare ingresso nella Barcellona della notte. El Paralelo si scoprì, a sorpresa, luogo ideale per l’ozio e lo spettacolo.

Spuntarono dapprima taverne piccole e fumose, dove l’odore acre dei sigari cubani si confondeva con quello del baccalà fritto e con i profumi femminili. Dove le voci dei marinai intonavano il controcanto ai fraseggi flamenchi di guitarreros e copletistas.JBSARAMONTIEL

Dove l’umanità degli avventori rappresentava di per sé uno spettacolo. Ma anche dove la principale legge era quella della forza e dei coltelli. E l’amore, come l’arte, si pagava sottobanco.

IJBBarnal fascino della notte e dell’illecito sedusse velocemente l’alta borghesia; le bettole destinate all’intrattenimento di marinai e proletari si popolarono velocemente di eleganti personaggi alla ricerca di libertà e sfogo. Insomma, cominciarono a girare soldi. Barcellona rimaneva certamente lontana dagli spumeggianti scintillii della belle époque parigina, ma i fumosi locali del Paralelo si adattarono in un battibaleno alle esigenze del nuovo pubblico, più raffinato e facoltoso. I popolari bistrot divennero comodi salotti con poltroncine, tavolini e palcoscenico.

Le ragazze del Poble Sec e del mercato di Sant Antoni, che di notte si improvvisavano ballerine e cantanti, cominciarono a chiamarsi soubrettes, mentre un popolo di maghi, comici e travestiti davano vita a una versione più rustica e mediterranea del café­teatro mitteleuropeo. El Molino, El teatre Arnau, la Sala Barts, el Apolo, El music–hall Bataclán, el Teatro Olimpia, el Condal, el Gran Café Español e un’infinità di altri teatri, bar e sale da ballo si concentrarono in appena duecento metri di strada e nelle viuzze laterali.

Assieme agli artisti locali, talvolta attori improvvisati ed ex prostitute riciclate nella canzone erotica, i locali del Paralelo hanno portato in scena anche artisti di fama internazionale come Josephine Baker, Sara Montiel, Gina Lollobrigida o Duke Ellington. Questo mondo, “parallelo” alla città industriosa e commerciale, visse i suoi anni dorati fra i primi del novecento e la fine degli anni settanta. Poco rimane oggi di quello che era stato considerato la Broadway catalana. Fortunatamente, Onorina Pirazzoli ha vissuto quegli anni con grande intensità, tanto che ci accompagna, oggi, alla riscoperta di questo sorprendente “mondo parallelo”. 
 
Alcune immagini dello spettacolo: